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Il Signore ti dia pace!

 

E' nato ufficialmente il progetto "Sorella Costa"

 

 

Cosa dice la Radio Vaticana del Progetto SORELLA COSTA

Intervista al Ministro Giorgio Sartini

 

 

CONVEGNO DI APERTURA DEL PROGETTO MISSIONARIO

Domenica 06 Aprile 2008: con il Convegno "per Amore" (tenutosi al Palacongressi di Loreto) è stato ufficialmente presentato il Progetto "Sorella Costa", iniziativa missionaria-umanitaria per la cura dell'emergenza sanitaria in Costa d'Avorio causata dalla malattia "Ulcera del Buruli".

Il progetto sotto l'imprimatur del S.E.R. il Cardinale Bernar Agrè, Arcivescovo Emerito di Abidjan nella Costa d'Avorio, vede come enti promotori e patrocinatori, oltre che il Cardinale stesso, l'Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche e la Fondazione Iseni y Nervi di Milano, .
All'evento sono intervenuti alcuni autorità civili e ecclesiastiche, quali i M.R.Padre Provinciale dei Frati Minori delle Marche, rappresentanti della Regione Marche, della Provincia di Ancona e Macerata, della ASUR ZT4 di Senigallia, dell'Università di Medicina di Ancona e di alcuni Comuni tra cui Macerata, Ostra, Castelplanio ecc.

 

ALCUNI COMMENTI  E  RELAZIONI  DELLA GIORNATA

Le foto del Convegno di Loreto

 

 

P. Aldo Alberoni

La giornata di Loreto del 6 aprile mi ha riempito il cuore di gioia, di speranza, di partecipazione fraterna alle sofferenze di tanti bambini e ragazzi della Costa D'Avorio.
La presenza così numerosa di fratelli e sorelle dell'OFS (e non solo delle Marche), ma soprattutto il loro coinvolgimento al dramma causato dall' Ulcera di Buruli è la testimonianza della vivacità, del desiderio di un impegno concreto, che potrà realizzarsi in vari modi, per venire incontro a questi nostri fratelli.
Il Card.Bernard Agrè, arcivescovo emerito di Abidjan, ha dato un' impronta ecclesiale e missionaria a tutta la giornata: il suo intervento ha anche evidenziato l'importanza della collaborazione tra le suore dell'Istituto "Notre Dame de l'Incarnation", da lui fondato, e i laici nella progettazione, nella gestione e nella vita del Progetto "Sorella Costa".
E' stata molto bella la scelta di dedicare tutto il pomeriggio all'Adorazione eucaristica e alla Celebrazione dell'Eucaristia, presieduta dal Card. Agrè, perchè se il Signore non edifica la casa invano si affaticano i costruttori...
I francescani secolari delle Marche hanno ora un obiettivo importante da conseguire, ma penso che questo Progetto offra anche l'occasione per far conoscere l' O.F.S. a tante altre persone e invitarle ad un cammino evangelico sulle orme di S. Francesco.
Voglio dire un grazie grande, ma molto grande, a Giorgio Sartini , a tutto il Consiglio Regionale, ai Giovani della Gi.Fra., a tutti coloro che si sono prestati generosamente per la bellissima riuscita di questo giornata dedicata a " Sorella Costa ".
 

fr. Aldo Alberoni ofm, vice assistente reg.le OFS

 

P.Silvio Capriotti

"Il soffio dello spirito sull'Ofs Minori delle Marche"

La data del 06 aprile 2008 deve rimanere ben impressa nella mente e nel cuore di tutti i francescani delle Marche. L'evento che ha segnato questa giornata di spiritualità è stato voluto e diretto dallo Spirito Santo attraverso la voce di tanti protagonisti: S.E.R. Cardinale Bernard Agrèe, i relatori che si sono succeduti, le Suore della Congregazione Notre Dame de l'Incarnation. Si è avvertito che qualcosa di nuovo c'è nell'aria: l'Ordine dei laici francescani delle Marche, un Ordine voluto e fondato da Francesco d'Assisi, si è aperto ufficialmente al problema delle missioni rispondendo all'invito di partecipare a un grande problema medico-sociale della Costa d'Avorio e di tante altre nazioni del mondo: la malattia delle "Ulcere di buruli" , che sta falcidiando decine migliaia di creature umane, specie bambini e giovanissimi.
L'afflusso di laici francescani e di diversi simpatizzanti è stato numeroso come non mai: quasi 500 partecipanti e tutti interessati a prendere coscienza di una situazione sanitaria mondiale che solo i cuori appassionati di Cristo e di Francesco d'Assisi stanno prendendo come impegno serio per soccorrere tanti sofferenti e tante situazioni di morte prematura.
Per questo straordinario dono dal mio cuore sorge un grande ringraziamento al Signore, alla Vergine Maria che ci ha guardato con cuore di madre, a Francesco d'Assisi e a tutti gli intervenuti nelle chiarificazioni che, si è notato dal dialogo, si sono sentiti disponibili a dare una mano con la preghiera, sia con il volontariato e sia con il contributo economico.
Che il Signore Gesù Cristo Vi benedica tutti !!!


P.Silvio Capriotti . Assistente Regionale O.F.S.
 

 

prof. Alberto  Cattaneo

dalla relazione tenuta a Loreto dal prof. Alberto Cattaneo

dal titolo:  “Globalizzazione e cittadinanza”

 

 Una prima chiave di lettura relativamente alla globalizzazione potrebbe essere la seguente: la globalizzazione può significare omologazione e quindi uguaglianza tra le persone; ma, a ben vedere, le cose non stanno proprio così o per lo meno, non stanno sempre così.

Storicamente la globalizzazione ha avuto un significato positivo, si pensi ad esempio al numero e alla filosofia.

Il concetto di numero sorse in India e si diffuse in ogni angolo del mondo trovando la più vasta applicazione; col numero gli arabi crearono l’algebra che diventò anch’essa patrimonio di tutti.

La filosofia ebbe origine dal pensiero degli antichi greci e anche in questo caso le loro idee ebbero la più ampia diffusione.

Il numero e la filosofia possono essere considerati come esempi di globalizzazione nel senso che sono diventati dominio di tutti: globalizzati, appunto.

E’ anche vero che gli utilizzatori del numero e coloro che esercitano l’arte del pensiero, da questo punto di vista, possono essere considerati a loro volta globalizzati.  

Anche la seta, proveniente dall’Oriente, è un valido esempio di globalizzazione positiva.

Il discorso sugli effetti positivi della globalizzazione è legato pertanto alla possibilità offerta a tutti di poter fruire di qualcosa di utile. 

In questo è comunque insita l’ambiguità che lo strumento che viene proposto non sia realmente a vantaggio di tutti, ma solo di pochi; oppure, peggio ancora, avere la pretesa di recare vantaggi a tutti quando si sa che non sarà vero.

I romani, da questo punto di vista, possono essere considerati i primi a globalizzare; attenzione però: conquistavano popoli e territori con le armi e contemporaneamente li assoggettavano con il loro pensiero e la loro tecnologia, imponendo tasse e schiavitù; hanno avuto, se mai, il pregio di realizzare imponenti opere quali strade, acquedotti, ponti, ecc.

Anche oggi la globalizzazione ha il sapore della conquista, ma il metodo è molto diverso che in passato.

I Mc Donalds sono un egregio esempio di globalizzazione, chiamiamola globalizzazione culinaria.  Il Mc Donald tende a cancellare ogni tradizione culinaria, in altre parole è espressione di una omologazione senza precedenti: mangiare lo stesso panino. Lo stesso panino consumato in qualunque parte del mondo rappresenta la specificità più intrinseca della globalizzazione. E’ il risultato di una omologazione forzata, la creazione di una cultura spersonalizzata, finta, imposta, infantile.

La globalizzazione fa emergere l’embrione di una società-mondo. 

Quando la ricchezza culturale di un popolo viene trasmessa, senza alterazioni, ad altri popoli per un arricchimento di chi ne fruisce, si parla invece di globalizzazione positiva.

Altra cosa è, invece, l’omologazione forzata di colui che fruisce di un apparente beneficio cui segue un appiattimento culturale oltre ad un unilaterale arricchimento di chi impone; tutto ciò apre la strada al fondamentalismo e al totalitarismo. Questa è la globalizzazione con effetti negativi, la globalizzazione da contrastare.

La globalizzazione negativa può essere contrastata ripercorrendo la via del rispetto e della salvaguardia dei diritti umani. Non si tratta tanto di dire “piccolo è bello”, quanto di tutelare il senso di appartenenza culturale e il confronto etico tra civiltà e culture differenti, la sola via  che potrà condurre ad un reciproco arricchimento.

Questi concetti portano in sé la necessità di rivedere il significato di cittadino, inteso come concetto “nuovo” di cittadino globale: individuo cosciente di trovarsi in una sua particolare collocazione temporale e contemporaneamente anche in qualunque altra parte del globo senza rinunciare ad essere se stesso.

Il “nuovo” cittadino deve sentirsi tale all’interno del sistema mondo; deve sentirsi italiano ma deve capire che è inserito in un respiro più ampio, che supera i propri confini geografici.  L’uomo è chiamato a vivere una pluralità di appartenenze: famiglia, società, credo religioso, etnia, professionalità, ecc. Questa condizione accresce la  propria responsabilità per puntare ad un futuro sostenibile.

 

 

Dott.Fabrizio Iseni

 Console Onorario Costa d’Avorio e Presidente Fondazione Iseni y Nervi

“……È un onore e motivo d’orgoglio per Me essere qui a Loreto, al 25° Convegno Regionale dell’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche, per parlare di un grande Paese, la Repubblica della Costa D’Avorio, di cui Mi pregio la Rappresentanza in Lombardia. Un Paese che, per chi dei presenti non lo conoscesse, offre molte ricchezze che vanno dall’alternarsi dei paesaggi (le splendide spiagge della costa, le lagune, la foresta tropicale, la savana…), alle risorse naturali, dai tanti prodotti dell’agricoltura (la Costa D’Avorio è il primo produttore del Mondo di cacao e il quarto di caffè), alle variegate tradizioni culturali. Ma è anche un Paese che vuole e deve essere aiutato a sconfiggere le malattie che lo affliggono.

Le principali emergenze sanitarie della Repubblica della Costa D’Avorio sono: LA FEBBRE GIALLA…., LA MALARIA……, IL COLERA……., LA DRANUNCULOSI ……., L’AIDS……, ULCERE DI BURULI….. Non esiste ad oggi un trattamento di antibiotici efficace. Il protocollo prevede farmaci efficaci contro la tubercolosi ed altri per tutte le infezioni secondarie. L’unico trattamento efficace che si conosce oggi è l'Ozono Terapia.

Ed è al fine di sconfiggere tale malattia che alcuni mesi fa il Cardinale Bernard AGRE’, Cardinale della Costa d’Avorio,  ha chiesto all’ Ordine Francescano Secolare delle Marche di collaborare con la fondazione “ISENI Y NERVI”,  per costruire una struttura sanitaria polifunzionale in grado di affrontare l’emergenza sanitaria in cui versa la Costa d’Avorio.

Un progetto che ha lo scopo di tutelare e di assistere il Cittadino della Repubblica della Costa D’Avorio, al fine di aiutare questo splendido Paese a vincere le malattie che lo affliggono e a promuovere nel Mondo una Nuova Immagine della Repubblica della Costa D’Avorio.

Termino, ringraziando anticipatamente coloro che vorranno sostenere questa importante iniziativa umanitaria; anche un piccolo aiuto è fondamentale per la buona riuscita di questo progetto.”

 

Argia Passoni

 

Ministra Nazionale  O.F.S. Minori

 Eminenza Rev.ma, MR. Ministro Provinciale, Autorità tutte, fratelli e sorelle dell’Ofs delle Marche,

desidero portare un saluto a tutti voi da parte della Fraternità Nazionale Ofs Minori che ha seguito fin dall’inizio con vivo interesse il progetto che oggi qui ufficialmente viene presentato, un progetto che come esprime il titolo del Convegno “Per amore” rimanda al valore più pieno del termine carità, inteso come caritas, agape,  con tutto ciò che questo implica di prossimità, di condivisione, di fraternità.

E desidero esprimere il nostro grazie innanzitutto a S.Em.za il Cardinal Agré per aver coinvolto l’Ofs Minori delle Marche in questo progetto, in particolare perché questo coinvolgimento si sviluppa su due versanti di prossimità che per l’Ofs sono chiamati ad intrecciarsi sempre: il versante ecclesiale, con l’accompagnamento della Congregazione Religiosa “Notre Dame de l’Incarnation”, e il versante della secolarità, dell’impegno per rendere possibile a ciascuno “condizione di vita degne di creature redente da Cristo”, come dice la nostra Regola.

E desidero esprimere un grazie di cuore poi alla Provincia dei Frati minori delle Marche, in particolare nelle persone del MRP. Ferdinando Campana e dell’assistente regionale P. Silvio Capriotti, per aver ancora una volta  accompagnato l’Ofs nell’esercizio della propria missionarietà.

Ed un grazie al nostro carissimo Ministro regionale Giorgio Sartini, al Presidente Gifra Andrea, a tutto l’Ofs e Gifra delle Marche per aver saputo rispondere con impegno, con sollecitudine a questa richiesta di attenzione, di cura, di fraternità a chi è nella necessità, anche se si trova in un altro continente, in un’altra realtà.

Le ferite di questa nostra società – ci diceva un frate che lavora da tempo per la pace nel mondo – si possono sanare non nella equidistanza tra i popoli, ma nella vicinanza tra tutti i popoli della terra.

Le ferite di questa nostra società si possono sanare solo mettendo in atto una carità senza confini, solo coniugando carità e bene comune, il vero bene di ciascun uomo e di tutti gli uomini.

Il che richiede di riconvertire la nostra vita e riconvertire la nostra condotta sociale per “riparare” la casa della convivenza umana, perché ad ogni popolo e ad ogni uomo e donna del pianeta sia reso possibile accedere alle risorse fondamentali per la vita, e a nessuno sia negato l’accesso ai beni di creazione, a nessuno sia negato il diritto alla famiglia, all’istruzione, e il più elementare, basilare, diritto alla salute.

A questo come Ofs italiano stiamo lavorando, convinti più che mai sia nostra responsabilità, sia nostro compito, quali uomini e donne della penitenza che vivono nel mondo sulle orme di S. Francesco d’Assisi, colui che ha fatto della condivisione e della fraternità la propria ragione di vita, perché tutta l’umanità possa sentirsi famiglia, famiglia dei figli di Dio.

All’interno dell’Ofs Minori italiano, che vive come un’unica grande fraternità, con questo progetto è stato posto un ulteriore fermento, un fermento nuovo perché l’esercizio della nostra carità possa sempre più imparare ad abbracciare il mondo e perché - come dicevamo nel nostro ultimo Capitolo Spirituale ad Assisi - il criterio della prossimità diventi sempre più criterio orientativo della nostra vita e di quella vita sociale, civile, politica, a cui tutti noi dobbiamo collaborare perché sia più fraterna e più umana.

Dunque di nuovo grazie, assieme ad un sentito grazie ai relatori che con i loro interessanti contributi, aprendoci alle prospettive della cittadinanza universale, ci aiuteranno ad essere fin d’ora più compartecipi del Progetto “Sorella Costa”.

A tutti l’augurio di quei fecondi frutti che solo la carità che è Dio può donare!

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