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Progetto SORELLA COSTA

 

Pace e bene a Te!

In Italia le fonti d’informazione radiotelevisive e giornalistiche non hanno mai parlato delle Ulcere di Buruli, ma in molte

 

parti del mondo questa malattia imperversa tanto da essere stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la nuova emergenza sanitaria.

Forse è la prima volta che ne senti parlare ma ti assicuriamo che nel mondo è molto diffusa e solo in Costa d’Avorio, nazione in cui stiamo attivando questo progetto, sono oltre 30.000 i casi accertati.

La diffusione come potete vedere ha già raggiunto molte nazioni ed è in espansione.

 

Come è nato il “Progetto”

Alcuni mesi fa il Cardinale Bernard AGRE’, della Costa d’Avorio,  ha richiesto al nostro Ordine di collaborare con la fondazione “ISENI Y NERVY”, con sede a Milano, per costruire una struttura sanitaria polifunzionale e modulare per affrontare l’emergenza sanitaria in Costa d’Avorio.

Il protocollo d’intesa che ne è scaturito prevede per marzo 2008 l’acquisizione dell’area dove edificare la struttura e subito dopo la costruzione della prima parte della struttura sanitaria dove troveranno posto gli studi medici e le camere di degenza con una quindicina di posti letto. L’attivazione della struttura sanitaria  avverrà grazie la collaborazione di medici e infermieri volontari che si sono già resi disponibili.

Oltre al personale sanitario, le suore della Congregazione della Costa d’Avorio “Nostra Signora dell’Incarnazione”, si occuperanno della gestione pratica della struttura sanitaria  (pulizie, assistenza ai malati e preparazione pasti).

 

Informazioni generali sulle ULCERE DI BURULI

L'ulcera del Buruli (è un infezione da Mycobacterium ulcerans) è un'infezione cutanea umana causata dal Mycobacterium ulcerans. E' la micobatteriosi che si incontra attualmente più spesso nella zona tropicale dopo la tubercolosi e la lebbra.

 

Epidemiologia

 

L'ulcera del Buruli è stata riconosciuta per la prima volta nel 1897 in una regione dell'Uganda, il Buruli, poi in Australia nel 1937. Il numero delle persone colpite, nell’Africa occidentale, è impressionante; solo in Costa d’Avorio sono oltre 30.000 i casi accertati.

 

Trasmissione

L'origine ambientale dell'ulcera del Buruli è attualmente sempre più evidente. Il serbatoio del Mycobacterium ulcerans sarebbe l'ambiente idro-tellurico. E' molto probabile il ruolo delle cimici acquatiche (Naucoridae) nella trasmissione. Si tratta di cimici carnivore molto aggressive che pungono l'uomo. Gli studi fatti sui topi, sottoposti alla puntura delle cimici, e gli studi sulle ghiandole salivari delle cimici confermano il ruolo delle cimici d'acque come ospiti del Mycobacterium ulcerans ed di altri eventuali vettori di contaminazione.

Studi recenti suggeriscono che nell'ambiente il Mycobacterium ulcerans possa svilupparsi sulla superficie di vegetali acquatici. Esisterebbe un ospite intermediario tra vegetali e cimici un mollusco acquatico (lumache d'acqua).

 

Età, sesso

L'ulcera del Buruli colpisce preferibilmente i bambini a partire dai 2 anni, senza preferenza di sesso. In età adulta colpisce più spesso le donne degli uomini.

 

Come si sviluppa

È provocata da un Mycobacterium, così come la lebbra e la tubercolosi, nel caso specifico si tratta del "Mycobacterium Ulcerans. E’ una malattia che corrode la pelle e la carne, arrivando spesso anche alle ossa, quando colpisce gli arti lascia menomazioni e invalidità permanente. Si manifesta inizialmente con un nodulo dove si annida e sviluppa il Mycobacterium, che in seguito libera delle tossine che provocano grandi gonfiori e necrotizzano i tessuti aprendo piaghe che possono estendersi anche a un quarto della superficie corporea. Nessuna parte del corpo è immune; si trovano piaghe su braccia, mani, gambe, piedi, ventre, schiena, testa, occhi... Gli specialisti di malattie tropicali di tutto il mondo stanno studiando questa malattia, noi siamo in contatto con medici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), con sede a Ginevra, che nel febbraio 1998 ha istituito il "GlobaI Buruli Ulcer Initiative", con lo scopo di delineare strategie di ricerca di un metodo diagnostico e di un vaccino, dichiarando l'Ulcera di Buruli malattia sociale. Tuttavia, siamo ancora agli inizi, senza certezze sull'origine e sulle modalità di trasmissione.

 

 

Come si cura.

Non esiste ad oggi un trattamento di antibiotici efficace. Il protocollo prevede farmaci efficaci contro la tubercolosi ed altri per tutte le infezioni secondarie.

L’unico trattamento efficace che si conosce oggi, quando la stadio della malattia è avanzato o la persona è stata colpita al viso, è la chirurgia. Togliere tutto ciò che è necrotizzato, finché i tessuti ripuliti cominciano a ricrescere. A questo punto si deve fare il trapianto della pelle e in alcune settimane tutto è rimarginato.

Resta il problema delle ricadute che sono circa il 10%. Può verificarsi sullo stesso posto od in altri posti.

La ricaduta di solito è più dura da guarire.

Un altro grave problema è dato dal fatto che spesso il male scende in profondità, nelle ossa e particolarmente nelle articolazioni; si producono allora delle retrazioni a causa del dolore che diventano in pochi mesi delle anchilosi irreversibili. Ecco perché si opta di solito per la kinesiterapia. Da un po’ di tempo si è iniziata a praticare una nuova tecnica curativa: l’ozono terapia. I risultati ottenuti sono sorprendenti soprattutto nelle prime fasi della malattia (metodo concepito dal dr. Antonio Galoforo).

 

Progettualità dell’intervento

Il protocollo operativo firmato dal Cardinale Bernard Agrè, dalla Fondazione ISENI Y NERVI e dall’Ordine Francescano Secolare delle Marche prevede di:

  1. Aiutare le suore a completare l’iter costitutivo per farsi carico dell’assistenza diretta e gratuita ai malati.

  2. Acquisire l’area dove edificare la struttura sanitaria polifunzionale e modulare ( entro il 2008).

  3. Iniziare la costruzione del primo lotto della struttura sanitaria polifunzionale dove troveranno posto gli studi medicie ambulatoriali (Realizzato a luglio 2008).

  4. Realizzazione di una Casa del Pellegrino dove ospitare i volontari che collaboreranno direttamente nel Progetto.

  5. Ampliamento della struttura con l’apertura di altre camere di degenza e di un reparto specialistico per le Ulcere di Buruli.

  6. Realizzazione di una struttura di riabilitazione dove convogliare le persone guarite con problemi motori.

  7. Realizzazione di scuole professionali per rendere possibile l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone guarite ma che presentano menomazioni fisiche.

  8. Attivazione di un programma d'inserimento scolastico per i ragazzi più in difficoltà (Attivato per 103 bambini a settembre 2008)

 

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